La seconda vita
Tutti vorremmo avere una seconda vita, un’altra possibilità per ricominciare da zero a costruirci un’esistenza su misura.
In realtà chi ha un lavoro vive già un’altra vita, anche se forse non ci aveva ancora fatto caso.
Ogni giorno quando usciamo dalla nostra vita casalinga e vestiamo gli abiti del lavoratore, ecco che diventiamo un’altra persona come se il varcare la soglia dell’ufficio fosse una porta spazio/temporale che ci catapulta in un altro mondo. E’ un mondo che sembra virtuale, ma è invece fin troppo reale e ci accoglie sempre con tutte le pedine al suo posto; una partita a scacchi che ricomincia da dove l’avevamo interrotta il giorno prima e che sembra non avere fine. Nel mondo ufficio ci sono pesci di tutte le razze e di ogni dimensione; basta imparare a conoscerli. Il piccolo particolare è che i nostri colleghi non li abbiamo scelti noi e come le scarpe prese un po’ in fretta, può capitare che stringano un po’. Si scherza, si discute, si lavora, si mangia. Gli eventi sono scanditi da un calendario spesso diverso da quello che ci guarda dalla scrivania e ha periodi che si dilatano o si restringono in modo innaturale. Alcune esperienze sembrano durare in eterno, altre svaniscono appena ne sentiamo l’odore. I colleghi ci studiano e raramente si fanno studiare, timorosi di perdere il potere che la conoscenza di qualche procedura concede. Ognuno è intento ad azzannare il suo fiero pasto di lavoro e guarda gli altri come possibili predatori con il solo scopo di aggredirli. Ma spesso è tutta una recita che insceniamo per far credere che siamo impegnatissimi, che non abbiamo tempo, che lavoriamo noi. Così, mentre siamo impegnati a lavorare e sostenere i destini del mondo, anche questa nostra seconda vita scorre inesorabile in attesa della terza ove non essendoci più ruoli, potremo scegliere con chi vivere.