Dove è il bicchiere?

Ogni situazione ci richiede di prendere posizione, di palesare il nostro punto di vista, di tradire in un certo senso le nostre emozioni.
La saggezza popolare sintetizza nel detto: “vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”, ma mi sento di arricchire questa massima con un mio personale contributo. Ritengo che alcune persone non possano facilmente essere classificate come ottimiste o pessimiste, ma piuttosto sfuggano rientrando nella categoria di chi non vede affatto il bicchiere. Sono dei beati incoscienti che pensano di evitare la scelta negando l’esistenza del problema, ma non sanno che così facendo si espongono ad un rischio gravissimo che è dato dall’insensibilità. E’ come un’atrofia cerebrale che con un atteggiamento iniziale di indifferenza più o meno cosciente, porta ad un autoconvincimento che annebbia la realtà facendoci vedere solo quello che vogliamo. Una ancestrale paura delle difficoltà ha creato una corazza per evitare di soffrire anche nelle esperienze più comuni. Molte persone preferiscono non sapere tante cose, non leggere non informarsi perchè sono giornalmente bombardate da immagini di violenza urbana che offusca la bellezza della vita e cala un tetro velo di morte e di fatalismo su ogni azione umana. Alziamo la testa, indossiamo la corazza della conoscenza che porta a sempre nuove battaglie, mai sazi o domi nel cercare di mettersi in gioco sempre e comunque. Parliamo con gli altri, ascoltiamoli e diamo il nostro contibuto invece di scrollare le spalle e farci scivolare tutto come fosse pioggia radioattiva. Magari beviamo un buon bicchiere di vino insieme ad un amico, almeno così il bicchiere sarà sia mezzo pieno che mezzo vuoto, ma certo sempre lì sul tavolo…