Inside & Out

guardarsi dentro per conoscere meglio il mondo esterno

Non mi conosci

Sentire di non essere compresi, sfiorati da voli di uccelli che descrivono ampi cerchi sul nostro specchio d’acqua, ma che restano distanti.

Non ci toccano fisicamente anche se le loro grida ci feriscono come lance acuminate; ci temono perchè siamo così pregni di vita che potremo invischiarli in questa marmellata di emozioni.

Aspettiamo qualcosa, qualcuno che venga a rovistare con un bastone nelle acque melmose a lungo rimaste chete. Rare creature si avvicinano curiose, ma spesso si ritraggono senza aver neanche provato a bere.

E’ così insolito vedere un frammento di vita incastonato nelle montagne della solitudine, che quasi nessuno osa toccarlo per paura che possa contaminarlo.

Vivere o sopravvivere senza voglia di conoscere, senza il desiderio di alzare la coperta di silenzio e pregiudizio, ci ha reso insensibili e annoiati. Pensiamo di bastare a noi stessi e ci vantiamo della nostra situazione, ma come è fragile la natura umana che pulsa in mille dimensioni spirituali e ci spintona come se fossimo su un autobus molto affollato.

Ci sentiamo spesso nel posto sbagliato e scrutiamo i luoghi come passeggeri che sanno di non affezzionarsi a nulla. Scattiamo foto, ma le immagini più nitide sono dentro di noi e mutano con il tempo e il nostro umore.

Ecco che quando pensiamo che le foglie si siano posate e il vento sia passato, improvviso arriva un senso di malinconia che trasforma la realtà e ci solleva dalla pozzanghera per mirare l’orizzonte; sempre rivolti a cose migliori.